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La Costituzione di nuovo in pericolo

aprile 19, 2008

Firenze, 19 aprile 2008
L’esito delle elezioni con la vittoria delle forze politiche che nel 2006 avevano tentato di stravolgere la Costituzione è allarmante; peraltro le forze che saranno all’opposizione hanno ripetutamente affermato, sia in campagna elettorale che con dichiarazioni di autorevoli esponenti, di essere disponibili non solo al dialogo con la nuova maggioranza, ma anche a riconsiderare talune proposte di riforma costituzionale.
La Costituzione è nuovamente in pericolo e con essa la nostra democrazia e l’unità del Paese.
Inoltre la legge elettorale, su cui la stessa Corte Costituzionale ha avanzato dubbi di legittimità costituzionale, con il premio di maggioranza ha alterato le regole della democrazia rappresentativa quali l’uguaglianza del voto ed il diritto costituzionale di tutti a partecipare alla determinazione della politica del Paese. Si è così indebolita la rappresentatività politica del Parlamento e con essa il suo ruolo fondamentale di luogo di confronto e di indirizzo politico.
Ma soprattutto c’è il rischio concreto che le forze politiche che hanno vinto introducano, a colpi di maggioranza o, ancora peggio, con il consenso delle stesse forze dell’opposizione, sia pure in forme attenuate, quelle modifiche che con il referendum del giugno 2006 sono state bocciate. Rafforzamento del ruolo del Presidente del Consiglio nella prospettiva di una forma di premierato forte e di presidenzialismo, drastica riduzione del numero dei parlamentari e quindi della rappresentatività del Parlamento (specie se combinata con leggi maggioritarie), ridefinizione del ruolo del Governo e dei rapporti con il Parlamento, la devolution in materia di diritti fondamentali, limitazione dell’indipendenza della magistratura sono i temi di intervento già annunciati dalla nuova maggioranza e sono modifiche che le forze democratiche tutte devono respingere con la necessaria fermezza, assumendo finalmente la battaglia per la difesa della Costituzione come un impegno assolutamente prioritario.
Purtroppo dopo la vittoria referendaria del 2006 le stesse forze che si erano impegnate a sostegno del referendum hanno allentato il loro impegno fino al punto di concordare alcune modifiche della Costituzione molto pericolose come quelle concernenti il rafforzamento del premier; nel contempo l’impegno assunto nella precedente campagna elettorale di mettere in sicurezza la Costituzione, elevando il quorum previsto dall’art. 138 per le modifiche della Costituzione, è stato irresponsabilmente disatteso.
Ora è necessario mettere da parte ogni forma di tatticismo e con la necessaria chiarezza rilanciare la cultura costituzionale ed i valori fondanti della Costituzione, nata (e sarà bene ribadirlo) dalla lotta della Resistenza antifascista. La Costituzione ha compiuto il sessantesimo anno; sono numerose le manifestazioni per le celebrazioni del sessantesimo; sarebbe però opportuno che, oltre alle celebrazioni, si desse attuazione ai principi costituzionali e soprattutto si impedisse ogni tentativo di stravolgerla.
Il Comitato di Firenze per la difesa della Costituzione lancia un appello a tutte le forze che si impegnarono nel referendum del 2006 a riprendere l’iniziativa politica e culturale non solo per la difesa della Costituzione, ma per il suo rilancio culturale e politico; in questo senso il Comitato è impegnato ed auspica che attorno ai valori della Costituzione possa realizzarsi la più ampia convergenza a livello locale e nazionale.

http://www.firenzeperlacostituzione.it info@firenzeperlacostituzione.it

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5 commenti

  1. Resistere, resistere e resistere in nome della democrazia e della sacralità dei valori della NOSTRA Costituzione.
    E se sarà necessario la difenderemo anche con la forza umana.


  2. “peraltro le forze che saranno all’opposizione hanno ripetutamente affermato, sia in campagna elettorale che con dichiarazioni di autorevoli esponenti, di essere disponibili non solo al dialogo con la nuova maggioranza, ma anche a riconsiderare talune proposte di riforma costituzionale.”


  3. Maggioranza e opposizione si mettono d’accordo per operare alcune modifiche a una carta costituzionale che, dopo sei decenni di onorato servizio, comprensibilmente necessita di qualche ritocco: dov’è il problema? Cosa vi è di strano in una procedura normale per qualsiasi nazione democratica?


  4. Dobbiamo assolutamente difendere con tutte le nostre forze la nostra Costituzione da questi continui tentativi di stravolgerla che sono generati dal pessimo clima democratico che sta vivendo l’Italia e dal continuo revisionismo storico portato avanti dai partiti di destra (basti pensare all’ultimo 25 aprile in alcune città….)


  5. Io credo che la nostra costituzione necessiti, in alcuni casi, di un “aggiornamento”. Nessuno parla di una revisione in toto o di cambiamenti negli articoli fondamentali. Ritengo però opportuno considerare che la nostra società ha, in sei decenni, avuto una evoluzione. Basti pensare ai grandi passi compiuti negli anni 70 con la famiglia, l’aborto e i pari diritti e dignità. In campo medico con la procreazione assistita. L’avvento di internet e della globalizzazione…e potrei continuare ancora. La considerazione di temi che sessanta anni fa non erano attuali o presenti la rende, al di là di preconcetti e di paure in alcuni casi leciti, la base del nostro vivere. La nostra Costituzione deve quindi essere “viva”, proprio per assicurarci una repubblica democratica.



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