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Viareggio, chi sono i colpevoli

Luglio 1, 2009

Repubblica.it
di MAURIZIO RICCI

NON ci sono pesci piccoli nella catena delle responsabilità per la tragedia di Viareggio. Questo è quello che sappiamo finora. A muovere il treno è il gigante Fs. I vagoni sono della Gatx, un colosso del settore, che ne gestisce 20 mila. Gli standard di sicurezza a cui devono attenersi sono stati fissati al massimo livello, la Commissione europea di Bruxelles. Il contenuto dei vagoni è gpl prodotto dalla Sarpom, proprietà del maggior gruppo petrolifero mondiale, la Exxon. Che ha affidato la verifica finale degli stessi vagoni di nuovo alle Ferrovie dello Stato, nella veste privata di Fs logistica.

Non ci sono piccoli imprenditori disinvolti e faciloni, piccoli burocrati inesperti o poco competenti. Siamo di fronte ad una serie di protagonisti, con storia, esperienza, mezzi e strutture. Ma ognuno, in questa storia, sembra portare una porzione di responsabilità.

Il locomotore Trenitalia arriva alla stazione di Viareggio ad una velocità di 90 chilometri l’ora. La velocità massima prevista, su quel tratto di binari, è di 100 chilometri l’ora, ma c’è da chiedersi se 90 chilometri l’ora all’ingresso in una stazione non sia una velocità un po’ troppo sostenuta quando si trasportano carichi così pericolosi. In ogni caso, a quanto pare, l’asse del carrello di un vagone cede, la cisterna si apre, il gpl, compresso a 15 atmosfere, schizza fuori con una forza enorme che lo trascina a distanza, si ritrasforma in gas, incontra una scintilla ed esplode. Fosse avvenuto di giorno, anziché di notte, il massacro si sarebbe moltiplicato. Il vagone è della Gatx, società con sede a Vienna. La normativa europea impone una revisione dei vagoni merci – carrelli compresi – ogni 4-6 anni. Non sappiamo ancora dove sia avvenuta. Non necessariamente in Italia: di fatto, nel paese in cui il vagone si è trovato, vuoto, al momento in cui gli scadeva il “bollino” quadriennale. Questo stabilisce la Commissione europea, spesso criticata – evidentemente al di là del dovuto – per l’eccesso di occhiuta scrupolosità. E’ una garanzia sufficiente? Non pare proprio, soprattutto per un veicolo che, presumibilmente, la Gatx, che ci guadagna sopra, si sforza di tenere sui binari e in movimento 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per tutti i quattro anni di durata della revisione. Lo riconosce apertamente il vicepresidente della Commissione Ue, Antonio Tajani, anche se il riconoscimento suona, a questo punto, un po’ tardivo. Tajani ha comunque ragione ad indicare che maggiori garanzie si avrebbero da un sistema di revisione che, anziché su una scadenza a tempo, si basasse sul chilometraggio effettivamente percorso dal vagone e sul carico trasportato, cioè sullo sforzo sostenuto dalla sua struttura.

È la prima grossa falla di sicurezza, portata alla luce dalla tragedia di Viareggio. Ma non è l’unica. Osservano i dirigenti della Gatx che, una volta affittato il vagone, la sua gestione e manutenzione ricadono sotto la responsabilità di chi lo affitta. E la Sarpom sostiene di essersi affidata, per la verifica tecnica dei vagoni, a Fs Logistica. Rispuntano, insomma, le Ferrovie dello Stato, questa volta, però, nella veste di consulente tecnico privato, presente sul mercato, accanto e in concorrenza con altri consulenti, per fornire un servizio a pagamento ad un cliente. Una situazione che, bizzarramente, ricorda quella delle società di rating che, sulla qualità dei titoli-salsiccia all’origine dell’attuale crisi finanziaria, fornivano un giudizio in cambio di un pagamento da parte degli stessi presentatori dei titoli. È assolutamente prematuro individuare in Fs logistica l’anello finale delle responsabilità della tragedia di Viareggio. Saranno le inchieste a stabilirlo o a individuare altrove, come è perfettamente possibile, chi ha peccato di omissione o di leggerezza. Ma è con disagio e sconcerto che si registra come, in questo processo, dalla revisione alla verifica, la sicurezza e, di fatto, la vita delle persone siano affidate ad un processo sostanzialmente di autocertificazione, in cui l’autorità pubblica è presente solo all’inizio e non nel momento cruciale in cui il treno, materialmente, affronta i binari e parte verso le stazioni.

Manca, insomma, una presenza, esterna ed estranea al mercato, che imponga e, poi, controlli in proprio il rispetto delle regole. Non è questa assenza che si può intendere per “liberalizzazione”. Un mercato liberalizzato non è una partita senza arbitro: è una partita in cui l’arbitro non gioca, ma accerta e fischia i falli. Anche se avere un arbitro efficiente può rappresentare un costo.

Per le Fs e per chi governa il sistema dei trasporti in Italia, è il momento di riflettere. Le Fs hanno colmato il disavanzo di bilancio pur portando, contemporaneamente, l’Italia nell’era moderna: con l’alta velocità, il Milano-Roma in tre ore e mezza e la concorrenza all’aereo. Ma bisogna chiedersi a quale prezzo: sulla rete, sul resto dei treni, sulla sicurezza. Se il prezzo deve essere lo scandalo quotidiano delle traversie di milioni di pendolari, il collasso di infrastrutture di rete, come due settimane fa sulla Firenze-Bologna, tragedie della sicurezza come a Viareggio, il prezzo è inaccettabile. Un Freccia Rossa efficiente e funzionale e un sistema ferroviario complessivamente obsoleto, fatiscente e pericolante è esattamente la fotografia del sistema ferroviario in India. Del resto, si diceva una volta che le catastrofi in cui, per cedimenti di un materiale obsoleto, muoiono un sacco di persone sono i disastri tipici del terzo mondo. E, adesso, Viareggio.

7 commenti

  1. mi sembra evidente che il sistema dei controlli su diversi settori ( dagli atti della pubblica amministrazione alla sicurezza sul lavoro e alla mobilità …..) è diventato secondario rispetto all’esigenza del “far presto” del “far guadagno”.Così il “far bene” non è più importante con il beneplacido anche della sinistra (centro-sinistra)che altrimenti è “antica”, e poi le autocertificazioni e gli studi pagati e commissionati dal controllato. Già fidiamoci , un pò di elasticità, e quando si arriva al capolinea ?


  2. mi sembra anche evidente che il sistema del mercato, globale o no, senza regole e controlli non può funzionare e spero che smetta di funzionare anche il rimedio del re( silvio ) che scende a piangere con il popolo; una volta il popolo doveva stare allegro per non disturbare il re, ora gli è concesso di piangere, anche in compagnia del re stesso, ma pretendere di contestarlo è sempre troppo. Non siamo migliorati molto dal ‘48,anzi, e neanche dall’89.


  3. Penso che si intraveda una responsabilità di Fs logistica. Fosse confermato allora penserei che più che il mercato abbia colpa qualche manutentore che non ha lavorato ad es. non controllando (e quindi non segnalando) zone arrugginite.
    Non me la sento visto il dolore ed anche poichè non tecnico di cercare colpevoli o politicizzare la cosa.
    La sicurezza sicuramente vien prima di ogni profitto ma è nota pure la mia avversione ai raccomandati statali comodi comodi.
    Aspettiamo le indagini anche se già si intarvvede lo scarica barile.
    Una vera schifezza.
    Dedico invece ai viareggini amici e non questo:

    “VIAREGGIO IN TE SON NATO IN TE SPERO MORIRE”

    (Appena ho saputo della strage ho pensato a quelle parole….di quel muraglione….. ho appena visto in tv quel bigliettino nella “zona rossa” e mi sono commosso istantaneamente.Ho pensato al legame di Ale con la sua città identico a quello di tutti i suoi compaesani.
    Marco


  4. Si sono d’accordo ora non è il momento di polemicizzare…ma presto lo sarà e come è successo per il terremoto in abruzzo si cercheranno i responsabili.
    D’altro canto qualcuno avrà delle responsabilità no? Italiane o estere che siano…
    Vedere bambini morti dalle fiamme, bruciati vivi….un certo senso di giustizia e oserei dire” vendetta” nell’intimo mio viene richiamato…quanta superficialità!…E la vita viene sempre dopo! esattamente come nel caso terremoto…Chissà- se i vari cantanti scriveranno una nuova canzone che ci dice che non siamo così soli…Ma i fatti dimostrano che lo siamo davvero…MAH!!!???


  5. rispetto ai commenti di giannini e di rico devo dire che io non ho proprio nessuna intenzione di cercare il colpevole anche perchè “la colpa morì giovane”.La sicurezza di 14 cisterne di GPL è nelle mani di un manutentore, uno? o di un macchinista ?Per troppo tempo i difetti di sistema sono stati nascosti dietro l’errore umano e del resto chi è umano sbaglia – Il sistema è tale e funziona proprio e solo se è in grado di individuare e limitare gli errori prima che si trasformino in tragedia, i dirigenti ci sono,i manutentori non so.
    Un esempio :se il cedimento strutturale avveniva alla stazione di pietrasanta chi bloccava l’arrivo degli altri treni passeggeri il capostazione che non c’è?e perchè non c’è?la notizia sarebbe arrivata in tempo a viareggio?. Non si tratta di far polemica ma il dolore che comunque non si cancella chiede almeno giustizia, la verità però non un colpevole tanto per salvare la faccia di quei dirigenti pubblici o privati “comodi comodi” .
    Per il fatto di politicizzare: tutto è politica ma la politica non c’è più e si vede, in ogni caso lo sport del chi è più bravo sul dolore degli altri non mi interessa , almeno a me, c’è da guardare più in alto.


  6. Solo le persone competenti potranno mettere luce su questa straziante tragedia.
    Si devono scrivere con estrema cura le proprie opinioni in queste situazioni.
    Solo se si è spinti da onestà intellettuale non si incorre in contraddizioni od in accuse volgari.

    La cosa migliore non è immaginarsi delle inutili pseudo fattispecie ma in modo serio attendere i risultati delle indagini .


  7. sono d’accordo quasi ma non su tutto quello che giannini scrive nel commento del 3 luglio ma fare ipotesi, immaginarsi il perchè il sistema ferrovia abbia portato a questo disastro è naturale e non esclude che al contempo si debbano attendere i risultati delle indagini – il potere giudiziario fa parte del nostro sistema democratico – sono due piani del tutto distinti:una cosa sono le sentenze un’altra le opinioni.Queste ultime secondo il mio concetto di democrazia non devono essere espresse con estrema cura ma con estrema libertà e sincerità, proprio perchè sono semplici opinioni , non hanno conseguenze nè chissà quali pretese.
    La competenza e l’onestà intellettuale? è chiaro che sono valori ,ripeto sono d’accordo.



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