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Giustizia per le stragi nazi-fasciste

Aprile 23, 2008

Un appello perché la giustizia sulle stragi nazi-fasciste compiute in Italia non si fermi. L’associazione Libertà e Giustizia lo lancia, dalle pagine web del sito, rivolgendosi al Presidente della Repubblica. Per effetto della Finanziaria il tribunale militare di La Spezia chiude i battenti il 31 luglio; tutti i processi in corso saranno trasferiti. C’è il rischio che pagine terribili della storia del nostro Paese, vengano taciute per sempre. Per troppi anni in nome della “Ragion di Stato” migliaia di italiani inermi non hanno avuto giustizia e spesso, hanno vissuto in silenzio, come una sorta di ‘macchia’ da non rivelare, le atrocità subìte.
Tra i primi firmatari, due ex presidenti della corte costituzionale: Gustavo Zagrebelsky e Valerio Onida.

Signor Presidente della Repubblica,
l’associazione Libertà e Giustizia, si rivolge a Lei, con un appello che riguarda la chiusura del tribunale militare di La Spezia, prevista per il 31 luglio prossimo, ma che investe un problema molto più ampio e drammatico, quello cioè di un paese, il nostro, che ha prima nascosto e ora potrebbe chiudere del tutto senza giustizia, il capitolo delle stragi nazi-fasciste in Italia.
Durante l’occupazione tedesca, la popolazione civile diventò un obiettivo esplicito della repressione, bersaglio di una strategia punitiva e di una violenza quotidiana e capillare; il massacro dei civili non fu, quasi mai, un’azione irrazionale e senza senso ma divenne, come sottolineano gli studiosi di queste stragi, “uno strumento di potere, funzionale alla condotta del conflitto ed alla lotta contro i partigiani, ma anche al controllo totalitario della popolazione civile”.
Il ritardo con cui si è arrivati alla ricerca della verità sulle stragi nazi-fasciste, una vera e propria “amnistia per occultamento”, è materia di discussione; sull’Armadio della Vergogna (centinaia di istruttorie insabbiate negli scaffali della Procura militare di Roma fino al 1994) poi, si è scritto molto. Dal 2004 ad oggi il Tribunale militare di La Spezia si è pronunciato su otto stragi compiute fra Toscana ed Emilia Romagna, e per altrettante sono ancora in corso le indagini.
Il 14 aprile scorso, nell’ambito del processo sulla Strage San Terenzo Monti, frazione del comune di Fivizzano, in provincia di Massa, sono stati rinviati a giudizio dal Pm del tribunale militare di La Spezia Marco de Polis undici ex ufficiali nazisti, con l’accusa di “concorso in violenza con omicidio contro privati nemici, pluriaggravata e continuata”. Fra il 19 e il 27 agosto 1944 furono trucidate 350 persone, tra cui donne e bambini, alcuni neonati.
L’apertura del processo è stata fissata per il 4 giugno ma è molto probabile che il procedimento non giunga a conclusione. Infatti la finanziaria 2008 prevede la chiusura, per il 31 di luglio, del Tribunale Militare di La Spezia, con il trasferimento degli atti ai tribunali di Verona e Roma.
Signor Presidente, l’Associazione Libertà e Giustizia, si rivolge dunque a Lei, affinché sia fatto il possibile per arrivare alla conclusione del processo e alla verità dei fatti. Con il trasferimento degli atti, il procedimento penale rischia di concludersi, quando si concluderà, con l’estinzione.
Non possiamo permettere che pagine terribili della storia del nostro Paese, vengano taciute. Per troppi anni in nome della “Ragion di Stato” migliaia di italiani inermi non hanno avuto giustizia e spesso, hanno vissuto in silenzio, come una sorta di ‘macchia’ da non rivelare, le atrocità subìte.

Con gratitudine,
Libertà e Giustizia

firma l’appello di Libertà e giustizia


2 commenti

  1. Credo che sia una cosa deplorevole lo smantellamento del Tribunale Militare di La Spezia…e ne parlo da nipote di un partigiano caduto in missione il cui esecutore non ha mai pagato la colpa di ciò che ha commesso. Mio nonno è morto il 7 luglio 1944, il giorno in cui suo figlio compiva due anni. Mia nonna era al settimo mese di gravidanza.
    Maggiore è l’orrore se si pensa che a essere trucidati sono civili, bambini e persone che hanno avuto solo la colpa di vivere in un luogo e trovarsi davanti militari abituati ad uccidere.
    Personalmente credo che i responsabili di tali crimini non devono essere lasciati impuniti, anche se l’età avanzata non gli permetterà di subire una idonea punizione (se ne può esistere una idonea!).
    Credo che la giustizia sia dovuta, non solo ai familiari ma anche nel rispetto di quelle centinaia di persone che hanno perso la vita senza un motivo, vittime di atrocità che solo negli occhi di chi le ha vissute è possibile trovare. Non perdiamo la nostra memoria storica, ci deve essere di monito per non compiere nuovamente lo stesso errore. Non tradiamo quei bambini, anziani, uomini e donne che non hanno potuto vivere per mano di chi ha invece continuato la sua vita senza rimorso. Diamogli Giustizia.


  2. Mi associo a quanto scritto, così sentitamente ed in modo profondamente toccante, da Patrizia.

    Diamo Giustizia (e, davvero, speriamo sia quella con la “G” maiuscola), a tutte quelle Persone.

    E, mi permetto di aggiungere (scusandomi per l’accostamento ad un argomento così delicato e tragico), che si inizino a sentire ed a dare aiuto concreto alle Persone che soffrono, anziché limitarci a dire che: “andiamo tra la gente…”: mi ricorda troppo i film di Moretti: “Parlo, incontro gente, faccio cose ….”



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