
Sull’area del Portone
Gennaio 15, 2008Riceviamo e pubblichiamo:
“In data 5 giugno 2007, ha avuto luogo, nella sede dell’Amministrazione Provinciale, il primo incontro di un tavolo finalizzato a mettere a fuoco e valutare alla scala opportuna, le problematiche inerenti le attività del settore lapideo dei tre Comuni della Provincia di Lucca che operano nel comprensorio lapideo apuo-versiliese, e precisamente Seravezza, Stazzema e Pietrasanta.
In particolare, per il Comune di Pietrasanta, che era presente con l’assessore all’Urbanistica Giovannetti e con il responsabile del Servizio Urbanistica, Arch. Guicciardi, è stata ribadita, come sollevata già precedentemente all’incontro, la necessità di introdurre alcune variazioni in merito alla destinazione di una parte dell’area del Portone, attualmente riservata ad attività del settore lapideo.
Alla luce di quanto sopra ed in considerazione della necessità di effettuare, anche in un’ottica sovracomunale, una serie di analisi e di valutazioni in merito a grado di occupazione, caratteristiche ed eventuali carenze delle aree produttive del settore lapideo e non solo, attualmente operanti, nonché in merito alle potenzialità di riqualificazione e di sviluppo sostenibile ad oggi ipotizzabili, è stato convenuto che questo tavolo costituisse la sede più idonea per effettuare una ricognizione in merito alla reale situazione del sistema produttivo dei tre Comuni; in particolare, per Pietrasanta, è stata espressa la necessità, al fine di valutare adeguatamente la situazione dell’area del Portone, di produrre, da parte del Comune, un’ analisi puntuale ed aggiornata, anche in merito alle aree produttive attualmente localizzate in area impropria, che ad oggi non hanno ancora provveduto a spostarsi.
In relazione a tale aggiornamento, tra l’altro, in considerazione del fatto che il Servizio Urbanistica della Provincia ha elaborato un Archivio Aree Produttive (al 2005), è stato ritenuto opportuno segnalare, con nota trasmessa via mail in data 13 giugno 2007, che fosse impostato in modo coerente e confrontabile con esso, e pertanto in quella data furono trasmesse ai tecnici del Comune le elaborazioni già redatte su supporto informatico.
Successivamente, precisamente in data 20 luglio 2007, viste anche le difficoltà nel frattempo emerse per tale lavoro di aggiornamento, in considerazione della necessità di pervenire quanto prima alla sua conclusione, il Comune di Pietrasanta, nella persona del Sindaco, ha incaricato il Consorzio “Zona Industriale Apuana” del censimento delle imprese del settore lapideo dei Comuni di Pietrasanta, Seravezza, Stazzema, comprensivo anche delle attività al momento localizzate in area impropria.
Il Servizio Urbanistica della Provincia pertanto, in data 6 settembre 2007, ha nuovamente trasmesso al Comune di Pietrasanta, nonché di Seravezza e di Stazzema e allo stesso Consorzio ZIA, una nota nella quale si ribadiva la necessità di impostare tale aggiornamento in modo coerente e confrontabile con le elaborazioni relative all’archivio provinciale, già precedentemente trasmesse al Comune di Pietrasanta
Il Comune di Pietrasanta, in risposta a tale nota, ha dato precise assicurazioni in merito alle rilevazioni in corso, anche in relazione all’incarico affidato in tal senso al Consorzio ZIA.
Dopo tale comunicazione abbiamo appreso dalla stampa locale (articoli pubblicati in data 14 e 15 novembre 2007) che le rilevazioni di cui era stato incaricato il Consorzio ZIA si erano risolte con il diniego da parte delle aziende alla compilazione del questionario predisposto per il censimento
In seguito a tale notizia, in data 21 novembre 2007, L’Assessore Provinciale alle Attività produttive Bambini, ha trasmesso al Sindaco di Pietrasanta Mallegni una lettera con cui chiedeva un riscontro in merito ai contenuti delle analisi svolte ed alle elaborazioni eventualmente prodotte, al fine di poter, in tempi brevi, promuovere la verifica della reale situazione, nonchè delle potenzialità e delle esigenze del sistema produttivo dei tre Comuni interessati dalle attività relative al settore lapideo, all’interno dello specifico Tavolo tecnico politico promosso dalla Provincia di Lucca.
Il Comune peraltro non ha fatto pervenire alcuna risposta a tale comunicazione e, solo a distanza di quasi due mesi ha convocato, esattamente per il giorno 9 gennaio 2008, un incontro con gli Enti e le associazioni di categoria, al fine di presentare il risultato del censimento e di pervenire ad una concreta ridefinizione dell’area del Portone.
E’ stato dunque nel corso di tale incontro che è stato consegnato ai soggetti convocati un documento di due pagine scarse, avente per oggetto il “censimento imprese del settore lapideo nei Comuni di Pietrasanta, Seravezza, Stazzema e Forte dei Marmi”, con il quale il Consorzio ZIA comunicava la propria rinuncia all’incarico affidatogli dal Comune di Pietrasanta, stante la “totale indisponibilità delle aziende a collaborare”
MARCO BONUCCELLIconsigliere provinciale prc






da come si legge il mallegni anche stavolta l’aveva sparata grossa.
sul portone però a questo punto sarebbe utile che fossero approfondite tutte le varie situazioni.
mi sembra infatti che le attività non lapideee ce ne siano già dentro il Portone.
altra cosa interessante sarebbe chiedere al comune l’elenco di tutte le proprietà interne al portone e alle aree limitrofe.
c’è gran puzza di speculazioni.
Per il quarto anno consecutivo Caterpillar, il noto programma di Radio2, in onda tutti i giorni dalle 18 alle 19.30, lancia per il 15 febbraio 2008 “M’illumino di meno”, una grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico.
Dopo il successo delle passate edizioni, Cirri e Solibello, i conduttori di Caterpillar, chiederanno nuovamente ai loro ascoltatori di dimostrare come il risparmio sia una possibilità concreta e reale a cui attingere oggi stesso per superare i problemi energetici che assillano il nostro paese e gran parte delle nazioni del pianeta. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere le luci e tutti i dispositivi elettrici non indispensabili il 15 febbraio 2008 dalle ore 18. Semplici cittadini, scuole, aziende, musei, gruppi multinazionali, astrofili, società sportive, gruppi scout, istituzioni, associazioni di volontariato, università, cral aziendali, ristoranti, negozianti e artigiani uniti per diminuire i consumi in eccesso e mostrare all’opinione pubblica come un altro utilizzo dell’energia sia possibile.
Nelle precedenti edizioni “M’illumino di meno” ha contagiato milioni di persone impegnate in un’allegra e coinvolgente gara etica di buone pratiche ambientali. Lo scorso anno il “silenzio energetico” coinvolse simbolicamente le piazze principali di tutt’Italia: a Roma si spensero il Colosseo, il Pantheon, la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama, a Verona l’Arena, a Torino la Basilica di Superga, a Venezia Piazza San Marco, a Firenze Palazzo Vecchio, a Napoli il Maschio Angioino, a bologna Piazza Maggiore, a Milano il Duomo e Piazza della Scala, a Pisa Piazza dei Miracoli, a Siena Piazza del Campo, a Catania Piazza del Duomo, ad Agrigento la Valle dei Templi, e centinaia di altre piazze in centinaia di altri comuni grandi e piccoli.
La campagna di “M’illumino di meno 2008″ inizierà il 15 gennaio e si protrarrà per un mese fino al 15 febbraio (vigilia dell’anniversario dell’entrata in vigore del protocollo di Kyoto), dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative, in Italia e all’estero, per razionalizzare i consumi d’energia e di risorse, dai piccoli gesti quotidiani agli accorgimenti tecnici che ognuno può declinare a proprio modo per tagliare gli sprechi.
Sul sito internet del programma http://www.caterueb.rai.it, sarà possibile segnalare la propria adesione alla campagna, precisando quali iniziative concrete si metteranno in atto nel corso della giornata, in modo che le idee più interessanti e innovative servano da esempio e possano essere riprodotte dagli altri aderenti. Anche quest’anno la campagna “M’illumino di meno” è patrocinata dal Ministero dell’Ambiente.
La redazione di Caterpillar
Vorrei invitare il blog e tutti coloro che quotidianamente lo frequentano ad aderire a questa campagna.
Inoltre, visto che il nostro comune negli scorsi anni non ha mai partecipato, vorrei chiedere a qualche nostro consigliere se si può far portavoce presso un’amministratore (credo possa bastare anche un microassessore) affinchè, finalmente, anche Pietrasanta possa partecipare a M’ILLUMINO DI MENO 2008
grazie
Premiata clinica “L’Unità”
marco travaglio
So bene che i giornalisti non si scelgono gli editori: di solito è il contrario. Se a un giornalista non va bene l’editore, se ne va. E non viceversa. Ma scrivo sull’Unità praticamente tutti i giorni dal 2002, quando, grazie al grande Claudio Rinaldi, fui chiamato a collaborarvi con la rubrica Bananas da Furio Colombo e Antonio Padellaro. E vorrei dire due parole su quanto sta accadendo e non sta accadendo in quello che tutti chiamano “il giornale dei Ds”, mentre non lo è affatto. E’ il giornale che i Ds hanno chiuso nel 2000 per mancanza di lettori e che un gruppo di imprenditori ha riaperto, affidandolo a due uomini liberi e liberali come Colombo e Padellaro (mai stati comunisti) e a una redazione molto agguerrita, che infatti entrò subito nel mirino del Cainano allora al potere. Questa Unità, che usufruisce dei contributi previsti dalla legge per la stampa di partito per una libera scelta (revocabile tra un anno, credo) del gruppo parlamentare dei Ds, è un giornale che vende più di 50 mila copie vere e che vale sul mercato decine di milioni di euro.
Qualche mese fa gli editori attuali, ansiosi di “realizzare” il loro investimento, l’hanno messa sul mercato. Si è fatta viva la famiglia Angelucci, nota alle cronache sanitarie e giudiziarie per le sue cliniche private convenzionate e per i processi per corruzione che coinvolgono alcuni suoi membri, e ha messo sul tavolo una quarantina di milioni (a quel che si dice) per comprarsi la maggioranza dell’Unità. Piccolo problemuccio: gli Angelucci già editano un giornale di destra, Libero (finanziato con soldi pubblici, essendo il giornale vero di un partito finto: il Partito monarchico), e uno di pseudosinistra, Il Riformista (finanziato con soldi pubblici, essendo il giornale finto di un partito finto: Le Ragioni del Socialismo, con un solo simpatizzante e un solo iscritto, Emanuele Macaluso). La società capofila del loro impero, la Tosinvest, ha nel suo Cda l’ottimo Littorio Feltri, il direttore di Libero, che dunque metterà presto becco a pieno titolo nella nomina del nuovo direttore dell’Unità (il nome più accreditato è Antonio Polito, figurarsi i meno). A raccogliere la pubblicità del giornale fondato da Gramsci, invece, sarà una società di Daniela Santanchè, numero due del partito fascisteggiante La Destra di Francesco Storace.
I giornalisti dell’Unità hanno scioperato il 14 dicembre, ricevendo una grandinata di dichiarazioni di solidarietà dai leader dei fu-Ds e degli altri partiti del centrosinistra. Ma il più delle volte, come diceva Falcone, la prima corona di fiori la manda l’assassino. Infatti sono noti i rapporti di affettuosa amicizia che legano alcuni settori dei Ds, quelli dalemiani, (oltrechè di Forza Italia e di An e di tutta la politica che conta) con la famiglia Angelucci, che anni fa s’è ricomprata il palazzo delle Botteghe Oscure e ha sistemato i debiti dell’ex-Pci con la collaborazione dell’amico Cesare Geronzi (allora in Capitalia, ora al vertice di Mediobanca e di tante altre cosine). Lo si deve a questi ambienti ex Ds se la vendita dell’Unità, fin dal primo momento, ha puntato dritto verso un unico acquirente, scartando tutte le possibili alternative. Anche quando se n’è profilata all’orizzonte una che avrebbe soddisfatto tutti, lettori e giornalisti: quella di Francesco Di Stefano, l’editore televisivo che dal 1999 ha vinto la concessione dallo Stato per trasmettere su scala nazionale con Europa7, ma dal ‘99 attende le frequenze abusivamente occupate – fra l’altro – da Rete 4, che dovrebbe stare su satellite dal ‘94 e invece seguita a trasmettere in proroga, senza concessione. Un editore puro, nel senso che fa solo l’editore. Un editore che si batte contro Berlusconi fin davanti alla Corte di giustizia europea (che si pronuncerà sul suo caso il 31 gennaio prossimo). Un editore che ha soldi propri e non compra le aziende a debito, come Consorte e gli altri furbetti. E, quel che è più grave, un editore incensurato. Quattro handicap gravissimi, per un aspirante editore dell’Unità. Infatti, salvo sorprese dell’ultima ora, chi conta in questa trattativa non l’ha neppure lasciato avvicinare. Ma, se l’Unità finisse davvero agli Angelucci, è bene che si sappia che non era affatto inevitabile che andasse in quelle mani. C’erano alternative molto più serie, a cominciare da quella di Di Stefano. Qualcuno, lassù, l’ha tenuto fuori dalla porta. Ma ora, alla favola degli attuali editori dell’Unità che, cercando un compratore, s’imbattono in un unico offerente – proprio gli Angelucci – e si inchinano alle regole del libero mercato, non potrebbe più credere neammeno un bambino tonto.
Per ulteriori informazioni, consultare la lista degli invitati alle recenti nozze del giovane editore Giampaolo Angelucci (quello arrestato due anni fa a Bari per presunte mazzette al governatore forzista pugliese Raffaele Fitto), pubblicata l’altro giorno da Dagospia. Nell’ordine: Maurizio Costanzo (ex-P2, testimone dello sposino) e Maria De Filippi; Gianfranco Fini con la nuova fiamma (parlando con pardon) Elisabetta Tulliani; il “duo Addams” Feltri & Santanchè; Cesare Geronzi con la figlia Chiara (quella dello scandalo Gea Moggi); Gianni Letta; Gianni Alemanno ed Isabella Rauti; Bernardino Libonati (già benefattore dell’Alitalia). Per l’avvocatura, Guido Calvi (difensore di D’Alema, Geronzi e Ricucci) e Franco Coppi (legale di Andreotti). Per il centrosinistra: il presidente della provincia di Roma, Enrico Gasbarra, e il senatore Antonio Polito, con pipa. Per l’Unipol: il tesoriere dalemiano Ugo Sposetti e il senatore Nicola Latorre. Per Tangentopoli, tra gli altri, Gianni De Michelis. C’erano anche alcuni incensurati, fatti arrivare direttamente dal Vaticano: i cardinali Giovan Battista Re, capo della congregazione dei vescovi, e Leonardo Sandri.
Per sapere che ne sarà dell’Unità con questi editori, non occorrono altri commenti. Come ha scritto un vecchio cronista dell’Unità, Diego Novelli, “non si può passare da Gramsci ad Angelucci: è un problema igienico-sanitario”. Per via delle cliniche, s’intende.
ma il pd invece di fare convegni sul turismo non sarebbe meglio facesse incontri nelle frazioni con i cittadini????????????????davvero la priorita’ del pd e’ il turismo?????????e chiamano il sindaco di forte dei marmi e non chiamano il sindaco di seravezza che e’ l’unico comune che ha fatto una seria raccolta differenziata(visto che parleranno di ambiente e turismo)???????????????
Caro Emporio,
non so bene il perché ma, ad istinto, mi sei simpatico: MOLTO.
Sono d’accordissimo con te. Esistono altre priorità e, soprattutto, altro modo di organizzare gli eventi.
Ma, come sai meglio di me, nulla è casuale. Anche in questo caso solleviamo lo sguardo dal manifesto che pubblicizza l’evento e cogliamolo nel complesso degli accadimenti…
Noti per caso qualche (più o meno palese) nesso di collegamento tra i nomi partecipanti e le prossime votazioni del 27 gennaio ?
Sono certo che lo sapevi già, ma puntualizzare giova sempre.
Un tuo amico.
com.stampa:
Le dichiarazioni del rinviato a giudizio per associazione a delinquere mallegni continuano ad impazzare senza alcun pudore. mallegni, addirittura, sostiene che certi politici locali (il sottoscritto?) non sono nemmeno in grado di legare le stringhe ad uomini delle Istituzioni (come Lui?).
Le stringhe le sappiamo legare naturalmente, però buon senso vuole che “sia meglio legarle quando sono pulite”.
Nel merito della querelle Portone però il problema è che mallegni alla guida di Pietrasanta da otto anni non è ancora riuscito ne ad approvare il Piano Strutturale comprensivo del Regolamento Urbanistico ne a predisporre il Piano Guida che doveva prevedere complessivamente e in maniera trasparente le nuove destinazioni d’uso delle aziende da dismettere perchè ritenute in aree improprie. Questo Piano non è mai stato redatto in compenso però sono state portate in porto decine e decine di Varianti Urbanistiche che oltre ad avere ridotto la capcità edificatoria futura sono state di fatto anticipatrici del Piano Strutturale. Quali fossero le oggettive necessità per utilizzare lo strumento della Variante al Piano Regolatore non lo sappiamo ancora. Nel frattempo però anche al Portone si costruiva e oggi apprendiamo dal Responsabile dello Sportello Unico Giuliano Guicciardi che forse il Vincolo sul Lapideo non c’è.
Ricapitolando:
Mallegni chiede con insistenza alla Provincia di togliere il Vincolo Lapideo al Portone.
Giovannetti con i tecnici concordano la chiusura del Piano Strutturale in Regione che prevede tra l’altro il vincolo Lapideo al Portone.
Rovai nuovo e giovane assessore da imprenditore partecipa a riunioni in doppia veste e richiede di togliere il vincolo.
Guicciardi importante funzionario comunale dice che il vincolo Lapideo al Portone non c’è ma esiste “una destinazione di carattere urbanistico ad uso lapideo”.
Questa è l’Amministrazione Mallegni tanto caos e poca trasparenza.
Da parte nostra “tentativi di politici locali”, come ci definisce Mallegni, dall’alto delle sue grandi e sconfinate capacita, siamo disponibili a lavorare per quello che ci compete nell’interesse della collettività aperti al confronto con Enti, Categorie Economiche e Sociali e singoli cittadini
Marco Bonuccelli
Quello che appare ancor più strano è che da una parte si vuole eliminare il vincolo “lapideo” per l’area del portone e dall’altro si vuole destinare a questo uso, tutta o in parte, l’area ex Pio Campana.
Questo è un’altro mistero che attornia questa amministrazione. Ci sarebbe da dire indovina grillo, quali sono gli interessi che premono su quelle aree????