
Casa di cura San Camillo, a rischio quasi trecento posti di lavoro!
Dicembre 13, 2007La stampa locale in questi giorni si sta occupando della vendita della Casa di cura San Camillo di Forte dei marmi.
Non tutti sanno che questa clinica, seppur privata, lavora da molti anni in regime convenzionato con la Regione Toscana ed è la più grossa clinica privata della nostra regione, dando lavoro fra personale medico, infermieristico, ausiliario ed amministrativo a quasi trecento persone, facendone l’azienda più grossa del nostro comprensorio.
Quello che sta accadendo in queste settimane, come potete leggere in questo articolo pubblicato sulla Nazione del 13 dicembre, getta inquietanti nebbie sul futuro di questa realtà versiliese.
FORTE DEI MARMI
“VENDUTA A PRIVATI LA CLINICA SAN CAMILLO”
Era nell’aria: il San Camillo, ossia la società formata per gestire il servizio sanitario non è una “costola” dei padri camilliani, ma una società a se stante.
”Purtroppo avevamo vissto giusto – conferma Marco Morbidelli (Cgil) – la Versilia Righi (la società di cui farebbero parte i padri camilliani al 100% n.d.r.) costituita lo scorso 28 novemnbre, era già in predicato di essere venduta alla Kinetika srl (società giudata dall’AD Lorenzo Ferrari, attuale direttore amministrativo della casa di cura n.d.r.) e facente parte della Halcor (che ne detiene il 100% n.d.r.) società a responsabilità limitata con sede in Lussemburgo.
(A sua volta la Halcor sarl risulta essere controllata da altre due società lussemburghesi, la Fonsicar Sicar (51%), società anonima e dalla Kinetika Luxemburg Sarl (49%), da non confondere quest’ultima con l’omonima italiana, anche se il possessore del pacchetto di maggioranza risulterebbe ancora il dott.Lorenzo Ferrari n.d.r.).
Accordo di vendita effettuato il 16 novembre e destinato a diventare esecutivo il 18 dicembre.
Dunque non risulterebbe vero che la Versilia–Righi sia degli stessi padri camilliani che semplicemente e per comodità dividevano l’immobile dalla gestione sanitaria.
Il problema riguarda in maniera pesantissima i lavoratori.
Quali garanzie ci sono davanti ad un’azienda senza padroni con sede all’estero ?”.
La regione può minacciare di bloccare la convenzione che porta nelle casse del San Camillo 12 milioni di euro l’anno che poi arrivano ad un fatturato di circa 20 per i tre anni 2007/2009 e pretendere di dare vita alla Fondazione con la Regione, come aveva già proposto.
“E’ l’unica carta per impedire un’operazione poco chiara – sottolinea ancora Morbidelli – del resto nel contratto che prevede la vendita della quota dei padri camilliani , questa deve essere pagata in qualunque momento, come il restante 51% (il 49% è in quota Versilia-Righi ma è destinato a passare entro il 2012 a Kinetika e l’altro 49% alla Halcor ed il restante 2% all’avvocato Josè Parrella) e deve essere comunque assorbita dai nuovi eventuali acquirenti che comunque la bozza di contratto prevede.
Non solo, se tutta l’operazione non dovesse andare in porto, il San Camillo non sarebbe comunque soggetto a penali, il che significa che se la regione volesse intervenire con la Fondazione, avrebbe tutte le carte in regola per poter salvare clinica e soprattutto i lavoratori….
…circola voce, infatti che la clinica potrebbe diventare una sorta di clinica della bellezza dove dive e presunte tali potranno rifarsi il decolté…
Dr. House






Il tutto scaturisce dal problema che si è creato a Milano, dove amministratori del San Camillo sono finiti in gattabuia.
Dietro questo, probabilmente i Padri Camilliani vogliono uscire dalla gestione diretta delle loro cliniche e occuparsi soltanto della parte assistenziale, come del resto era il fine principale dell’ordine.
Questo è una mia opinione scaturita dalla conoscenza dei problemi, chiamiamoli così, di ordine politico-amministrativo e di diminuizione delle vocazioni che hanno molti ordini religiosi.
Così anche i Camilliani sono ridotti al lumicino e devono affidarsi ai laici per gestire ed amministrare, che come a Milano ne hanno combinate di belle.
Confido che il San Camillo del Forte non subisca tagli o soppressioni, perchè è una struttura che funziona e l’ho ha dimostrato in tanti anni.
E mi scusi la mia intromissione , ma i 114 malati del reparto di oncologia ?
Possibile che la giunta comunale, il sindaco , i sindacati , e le altre forze politiche non intervengano?
Sono un’ammalata oncologica indignata!!!!!
Il 30 Giugno 2008 il ns. reparto sarà chiuso!!!
MA DOV’E’ LA CARITA’ CRISTIANA CHE HA PORTATO ALL’APERTURA DI QUESTE CASE DI CURA?
Gradirei informazioni per acquisto da parte di SpA di Napoli.
…magari ci fosse ancora il FERRARI…almeno lui aveva delle idee costruttive e manteneva le promesse…