
No alla riclassificazione della discarica di Cava Viti
Ottobre 12, 2007Riceviamo dal Comitato comunale contro la riclassificazione della discarica di cava Fornace (cava Viti) e molto volentieri pubblichiamo questo comunicato stampa e il volantino realizzato dal Comitato stesso. Vi invitiamo tutti ad andare a firmare a Montignoso!
Nel totale silenzio degli amministratori provinciali e comunali che ha fatto seguito alla nota con la quale sono stati richiesti chiarimenti sulla procedura di riclassificazione della ex cava Viti di Montignoso e ribadita la posizione di contrarietà dello stesso Ministero dell’Ambiente, il Comitato comunale continua la lotta a tutto campo per l’annullamento della determina provinciale. Nelle prossime settimane il ricorso contro il provvedimento dirigenziale verrà completato ed inoltrato al Tribunale Amministrativo Regionale.
La sottoscrizione dell’istanza viene effettuata presso lo studio legale dell’avvocato Poggi Casimiro, situato a Massa in P.zza De Gasperi 4 (davanti al Tribunale) dal lunedì al venerdì, dalle 16,00 alle 20,00. Allo scopo di agevolare i cittadini interessati a firmare che hanno difficoltà a recarsi presso lo studio nell’orario previsto il Comitato ha organizzato per sabato 13 ottobre prossimo un incontro sul territorio montignosino con l’avvocato Poggi. Le firme verranno raccolte in Via Pero, di fianco alla Scuola Materna, dalle ore 16,00 alle 19,00. Il Comitato nel ricordare che possono firmare tutti i cittadini maggiorenni, anche residenti in Comuni diversi da Montignoso, esibendo la carta d’identità ed il codice fiscale, invita tutti i cittadini che hanno a cuore il destino del territorio, dell’ambiente e della salute propria e dei figli a sottoscrivere il ricorso.
Il Comitato comunale







non mancherò.
DISCARICHE E INCENERITORI:
IL PARTITO DEMOCRATICO?????????????
VI GIRO DUE DOCUMENTI SIGNIFICATIVI SUL MINISTRO BERSANI.
SALUTI,
MARCO BONUCCELLI
La Federazione Regionale Emilia Romagna degli Ordini dei Medici ha scritto il 10 settembre scorso agli Amministratori pubblici di quella Regione, proponendo una moratoria per i nuovi inceneritori. Nella stessa lettera si fa esplicito riferimento a due fatti che giustificano tale proposta e che sono accompagnati da studi scientifici ed epidemiologici di notevole valore: alcuni esposti presentati da vari gruppi di medici alle locali Procure, tra cui l’esposto-denuncia presentato dall’Ordine dei Medici di Modena, che riporta una recente bibliografia internazionale sui danni da emissioni di inceneritori e un incontro avvenuto tra la Federazione degli Ordini dei Medici e il dott.Terracini, Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico che per conto della stessa Regione sta curando studi epidemiologici sulla popolazione residente attorno ai nove inceneritori in esercizio in quella regione.
La lettera esprime preoccupazione e auspica una attenta valutazione da parte degli amministratori.
Riteniamo tale lettera un atto di responsabile collaborazione da parte di un autorevole organo tecnico e un atto di democratica partecipazione alle scelte delle pubbliche amministrazioni.
Per tutta risposta, il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, senza un preventivo confronto, ha scritto una lettera a quello della Salute Livia Turco e al guardasigilli Clemente Mastella per sollecitare un’indagine sulla Federazione regionale Emilia Romagna degli Ordini dei Medici chirurghi, colpevole, secondo Bersani, dell’inoltro della suddetta lettera che, sempre secondo Bersani, non riporterebbe nessuna motivazione sostanziale e non sembrerebbe suffragata da alcun fondamento tecnico-scientifico.
Queste affermazioni del Ministro Bersani sono false, gratuite e manifestate in evidente completa ignoranza, oltre che incompetenza istituzionale.
La esplicita richiesta poi di adozione di tutte le misure ritenute necessarie, anche non solo disciplinari, nei confronti dei responsabili di cotanta libertà di opinione, testimonia una cultura poliziesca che getta vergogna su tutta la compagine governativa.
ECCO LA RISPOSTA DI DODICI MEDICI AL MINISTRO:
BERSANI E IL CONSENSO INFORMATO
La recente, durissima presa di posizione del ministro Bersani nei confronti della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri dell’Emilia Romagna – con cui minaccia ispezioni e sanzioni disciplinari nei confronti di Ordini Professionali “rei” di avere chiesto una moratoria sugli impianti di termovalorizzazione/incenerimento della regione – ci lascia non solo attoniti ed indignati, ma si presta ad alcune considerazioni e riflessioni di carattere più generale che vorremmo qui esporre.
Innanzi tutto alcune premesse:
1. Nel marzo scorso è stato diffuso il Report Enhance Health, studio finanziato dalla UE che aveva, fra gli altri, anche lo scopo di dare una visione globale del possibile impatto sulla salute in aree ove sono ubicati inceneritori attraverso studi pilota. Per l’Italia lo studio è stato condotto nel comune di Forlì, quartiere Coriano, ove sono ubicati due inceneritori, uno per rifiuti ospedalieri ed uno per rifiuti solidi urbani. L’indagine condotta con metodo Informativo Geografico (GIS) ha riguardato l’esposizione a metalli pesanti – stimata con un modello matematico- della popolazione residente per almeno 5 anni entro un’area di raggio di 3.5 km dagli impianti. Eccessi statisticamente significativi sono emersi per quanto attiene il sesso femminile: in particolare si è registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause correlato alla esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il + 17%. La mortalità per tutti tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l’aumento dell’esposizione dal +17% al +54%. In particolare per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il + 32% e il +147%, per lo stomaco tra il +75% e il +188%, per il cancro della mammella tra il +10% ed il +116% . Per i sarcomi, considerando insieme i due sessi, il rischio aumenta di oltre il 900%. Questi risultati sono del tutto coerenti con numerose altre segnalazioni presenti al riguardo il letteratura.
2. A fronte di questi risultati inquietanti la regione Emilia Romagna non ha minimamente modificato il programma di costruzione/ampliamento di nuovi inceneritori e, contemporaneamente, ha deciso di estendere la sorveglianza epidemiologica a tutto il resto della popolazione per altri 2.500.000 di Euro, nonostante l’ Associazione Medici per l’Ambiente avesse proposto di riconsiderare – gratuitamente – i dati dello studio, nella convinzione che un riesame di questa indagine potesse fornire risultati ancora più convincenti circa le ricadute per la salute delle popolazioni esposte.
3. L’ incidenza di cancro nella nostra regione è fra le più alte in Italia, in particolare per il sesso femminile. E’ ovvio chiedersi che senso ha continuare a fare impianti che rientrano comunque fra le “industrie insalubri di classe I”, quando il ciclo virtuoso di recupero-riciclo-riuso dei materiali post-consumo (altro che “ rifiuti”…) garantisce occupazione, salubrità dell’ ambiente, tutela della salute ed evita spreco di materia, energia e beni primari quali acqua ed aria.
4. Il Ministro parla di normative europee, ma dovrebbe ben sapere della norma – del tutto illegittima e già sanzionata dall’UE – per cui in Italia i rifiuti sono considerati fonte rinnovabile di energia. Questa norma fa sì che oltre l’80% delle risorse ( pagate dagli utenti col 7% delle bollette ENEL) da destinare alle fonti rinnovabili vada a chi costruisce impianti a biomasse ed inceneritori: nel 2006, ad es., tali impianti hanno assorbito ben 1.135.911,334 sul totale di 1.758.131,281 Euro ( Assoambiente prot.n p. 59930).
5. In Italia addirittura sostanze prima classificate come tossico-nocive sono state considerate fonti assimilate, ovvero combustibili, ed usufruiscono dei medesimi incentivi, per cui, sempre nel 2006, ben 2.179.884.346 Euro sono stati ad esse destinati. ( Assoambiente prot.n p. 59930).
Bene, caro Ministro, ora alcune domande:
1. Se questi impianti sono così innocui e sicuri, perché continuare a “ sorvegliare” la popolazione ? Crede lei che chi si ammala “sotto sorveglianza” sia per questo più contento? Trattandosi di effetti che si manifestano per lo più a lungo termine, anche dopo decenni, che garanzia può fornire un sistema di sorveglianza di questo tipo? La storia della Medicina è lastricata da disastri annunciati!
2. Nei risultati del Report su Coriano non sono riportati i casi attesi ed osservati (come è buona regola fare in questo tipo di indagini), tuttavia, con facile estrapolazione, possiamo valutare che ogni anno si siano verificati una decina di decessi in più e solo tra le donne residenti per almeno 5 anni nell’area inquinata! Quanti sono i morti che lei presume necessari per ritenere valida l’esistenza di un rischio? Segnaliamo che tali risultati potrebbero essere di ancor maggiore rilievo, qualora la popolazione di riferimento fosse realmente non esposta: infatti il livello minimo di esposizione preso come riferimento corrisponde ad una ricaduta stimata dei metalli pesanti compresa tra 0,61 e 1.9 ng/m3, valori certo non trascurabili.
3. Come potrebbero, a suo avviso, di fronte a questi risultati, i Medici dell’Emilia Romagna che si riconoscono nei propri Ordini Professionali, democraticamente eletti, fare finta di nulla?
4. Come si spiegano, a questo proposito, i messaggi rassicuranti comparsi sulla stampa dopo la diffusione del Report da parte di personaggi che sono tutto fuor che medici? Ci riferiamo alle dichiarazioni pubbliche di un Direttore di ARPA e di un Direttore Generale di AUSL, laureato in economia, che si sono precipitati ad affermare che la salute della popolazione di Coriano non corre rischi. A tutt’oggi non siamo a conoscenza di alcun documento a firma di medici del Dipartimento di Prevenzione che avvalori tali affermazioni.
5. Perché in questo caso non è intervenuto il Ministro della Salute a censurare questi signori che, così facendo, esulavano dalle loro competenze?
6. Lei sa che l’inceneritore di Forlì è stato ampliato pur con un parere negativo del Dipartimento di Prevenzione dell’ AUSL? Dato l’alto livello di inquinamento del territorio, l’ AUSL chiedeva di garantire il mantenimento dello stesso livello dell’ emissione a camino degli inquinanti. E’ a conoscenza del fatto che si è eluso questo parere decidendo di non considerare più le emissioni a camino, ma le ricadute a terra e di innalzare il camino ed aumentare la pressione di emissione dei fumi? Crede lei che in virtù di questo stratagemma un cancerogeno più “ diluito” sia per questo meno nocivo?
Ed ora alcune riflessioni che sarà bene che come cittadini, prima ancora che come medici, cominciamo a farci. Tutti ormai sanno che il Medico è tenuto – giustamente- ad informare il proprio paziente della situazione clinica, anche grave, che si presenti, ovvero diagnosi, prognosi, possibilità terapeutiche ed alternative possibili comprese: il famoso “consenso informato”…. Prassi che spinge spesso i parenti ad implorare il medico affinchè risparmi i lati più crudi dell’ informazione al proprio caro per non aggiungere stress a stress.
Orbene, perché quando si tratta di salute individuale nulla o quasi nella informazione deve essere “risparmiato” e quando si tratta di Salute Pubblica bisogna essere così attenti a non spaventare, a non allarmare, a non creare stress? In fondo, in questo caso, ci rivolgiamo a popolazioni sane, che potrebbero con lucidità accettare o meno determinati rischi per la loro salute, sempre che l’ informazione fosse però limpida e cristallina. Qualcuno mi sa spiegare perché in caso di Salute Pubblica tanto premuroso riguardo e tanta prudenza? Non sarà che più che lo stress alle popolazioni si voglia evitare lo stress a chi – imprenditore – comune – ente pubblico- ha deciso che comunque e a qualunque costo l’ “opera” deve essere realizzata? Perché non pensare ad un bel “consenso informato” in campo di Salute Pubblica anche per i cittadini, smettendo di parlare di “comunicazione del rischio”, espressione che sembra dare per scontato che il rischio ci sia e che si debba solo “indorare” la pillola ai cittadini “riottosi” ?
Caro Ministro, ci dispiace per lei, ma stia pur sicuro che i Medici continueranno a fare il loro lavoro che è quello innanzi tutto quello di informare e di prevenire: non abbiamo alcuna intenzione di sottrarci al dovere di tutelare la Salute, non solo nostra ma di chi verrà dopo di noi, preservando per loro le risorse e la salubrità dell’ ambiente.
Il momento è certamente difficile, ma, “contribuirà a salvarci la grossolanità ingorda di chi vuol dominare il mondo ”.
Con queste sue intimidazioni, caro Ministro, lei ci offre un grandissimo aiuto: chi ancora non aveva aperto gli occhi ha avuto, con questo suo atto, un’ ottima opportunità di svegliarsi, perché è davvero paradossale che su tematiche così delicate e complesse chi non ha competenze specifiche, ma solo la forza del proprio potere, cerchi di intimidire chi non altro interesse che preservare la Salute di tutti.
Grazie Ministro Bersani!
Patrizia Gentilini, onco-ematologo
Ruggero Ridolfi, oncologo
Ernesto Burgio, pediatra
Francesca Cigala, psichiatra
Roberto Topino, medico del lavoro
Celestino Panizza, medico del lavoro
Giancarlo Masconi, medico del lavoro
Mauro Mocci, medico medicina generale
Giovanni Ghirga, pediatra
Vincenzo Migaleddu, medico radiologo
Valerio Vicentini, neurologo
Mauro Navarra, medico medicina generale
Forlì 7 ottobre 2007
Ho una tristezza nel cuore inimmaginabile.
Proprio qualche giorno fa ho accompagnato al cimitero l’ultima vittima del nostro inceneritore è andata a raggiungere suo marito morto del solito male…
quante persone dovranno ancora ammalarsi e morire prima di cambiare sistema?
non ho più parole….
avrei solo voglia di URLARE
O ——- il mondo è una m..da.. vogliamo raccontarle proprio tutte così ci deprimiamo insieme?
anche se in tempo di globalizzazione la piazza virtuale è il pianeta.
non vedo altro modo di migliorare le cose se non nelle piccole piazze.come ad esempio la nostra.
se ognuno a casa sua prende la ramazza e spazza via il marciume ecco che abbiamo pulito un po’ anche il resto.
l’Operatore
by l’Operatore Ottobre 3rd, 2007 at 2:11 pm