
Proibito!
Luglio 24, 2007Ci dicono che la bandiera sia stata ammainata. Comunque questo ci sembra giusto metterlo lo stesso. O no? Mah…

Ci dicono che la bandiera sia stata ammainata. Comunque questo ci sembra giusto metterlo lo stesso. O no? Mah…
Pubblicato in Alberto Giovannetti, TARSU, X mas, amministrazione, federale, forte dei marmi, luciano salce, pietrasanta, politics, via dell'arte, vicesindaco |
| Lotito Ambrogio su Le responsabilità del Segretar… | |
| marco.giannini su Cari concittadini | |
| marco.giannini su Cari concittadini | |
| marco.giannini su Chi ha paura delle prefer… | |
| marco.giannini su L’arte sublime di denigr… |
|

Blog su WordPress.com.
Theme: Neat.
Articoli (RSS)
and Commenti (RSS).
LEGGE SCELBA
Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione.
Pubblicata nella Gazz. Uff. 23 giugno 1952, n. 143.
1. Riorganizzazione del disciolto partito fascista.
-Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
2. Sanzioni penali.
- Chiunque promuove, organizza o dirige le associazioni, i movimenti o i gruppi indicati nell’articolo 1, è punito con la reclusione da cinque a dodici anni e con la multa da 2.000.000 a 20.000.000 di lire (3/a) (4). Chiunque partecipa a tali associazioni, movimenti o gruppi è punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 1.000.000 a 10.000.000 di lire (1) (2). Se l’associazione, il movimento o il gruppo assume in tutto o in parte il carattere di organizzazione armata o paramilitare, ovvero fa uso della violenza, le pene indicate nei commi precedenti sono raddoppiate (2). L’organizzazione si considera armata se i promotori e i partecipanti hanno comunque la disponibilità di armi o esplosivi ovunque custoditi (2). Fermo il disposto dell’art.29, comma primo, del codice penale, la condanna dei promotori, degli organizzatori o dei dirigenti importa in ogni caso la privazione dei diritti e degli uffici indicati nell’art.28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni. La condanna dei partecipanti importa per lo stesso periodo di cinque anni la privazione dei diritti previsti dall’art.28, comma secondo, n. 1, del codice penale. (1) La misura della multa è stata così elevata dall’art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689, la sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (2) Gli attuali commi dal primo al quarto così sostituiscono gli originari primi tre commi per effetto dell’art.8, L. 22 maggio 1975, n. 152.
3. Scioglimento e confisca dei beni.
- Qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il Ministro per l’interno, sentito il Consiglio dei Ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione, del movimento o del gruppo (3). Nei casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo, sempre che ricorra taluna delle ipotesi previste nell’art.1, adotta il provvedimento di scioglimento e di confisca dei beni mediante decreto-legge ai sensi del secondo comma dell’art.77 della Costituzione. (3) Comma così sostituito dall’art.9, L. 22 maggio 1975, n. 152.
4. Apologia del fascismo.
- Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell’articolo 1 è punto con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000 (1). Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni (4). La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa (1). La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del c.p., per un periodo di cinque anni (5). (1) La misura della multa è stata così elevata dall’art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (4) Comma così sostituito dall’art.4, D.L. 26 aprile 1993, n. 122. (5) Così sostituito dall’art.10, L. 22 maggio 1975, n. 152.
5. Manifestazioni fasciste.
- Chiunque, partecipando a pubbliche riunioni, compie manifestazioni usuali del disciolto partito fascista ovvero di organizzazioni naziste è punito con la pena della reclusione sino a tre anni e con la multa da 400.000 a 1.000.000 di lire (1). Il giudice, nel pronunciare la condanna, può disporre la privazione dei diritti previsti nell’articolo 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale per un periodo di cinque anni (6). (1) La misura della multa è stata così elevata dall’art.113, quarto comma, L. 24 novembre 1981, n. 689. La sanzione è esclusa dalla depenalizzazione in virtù dell’art.32, secondo comma, della legge sopracitata. (6) Così sostituito dall’art.11, L. 22 maggio 1975, n. 152. 5-bis. – Per i reati previsti dall’articolo 2 della presente legge è obbligatoria l’emissione del mandato di cattura (7). (7) Articolo aggiunto dall’art.12, L. 22 maggio 1975, n. 152.
6. Aggravamento di pene.
- Le pene sono aumentate quando i colpevoli abbiano ricoperto una delle cariche indicate dall’art.1 della legge 23 dicembre 1947, n. 1453 (8), o risultino condannati per collaborazionismo ancorché amnistiati. Le pene sono altresì aumentate per coloro che abbiano comunque finanziato, per i fatti preveduti come reati negli articoli precedenti, l’associazione, il movimento, il gruppo o la stampa (9). (8) Recante norme sulla limitazione temporanea del diritto di voto ai capi responsabili del regime fascista. (9) Comma così sostituito dall’art.13, L. 22 maggio 1975, n. 152.
7. Competenza e procedimenti.
- La cognizione dei delitti preveduti dalla presente legge appartiene al tribunale. Per i delitti stessi si procede sempre con istruzione sommaria, salvo che ricorrano le condizioni per procedere a giudizio direttissimo ai sensi dell’art.502 del codice di procedura penale. In questo caso il termine di cinque giorni indicato nello stesso articolo è elevato a quindici giorni.
8. Provvedimenti cautelari in materia di stampa.
- Anche prima dell’inizio dell’azione penale, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro dei giornali, delle pubblicazioni o degli stampati nella ipotesi del delitto preveduto dall’art.4 della presente legge. Nel caso previsto dal precedente comma, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro dei giornali e delle altre pubblicazioni periodiche può essere eseguito dagli ufficiali di polizia giudiziaria, che debbono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, farne denuncia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro si intende revocato e privo di ogni effetto. Nella sentenza di condanna il giudice dispone la cessazione dell’efficacia della registrazione, stabilita dall’art.5, L. 8 febbraio 1948, n. 47, per un periodo da tre mesi a un anno e, in caso di recidiva, da sei mesi a tre anni.
9. Pubblicazioni sull’attività antidemocratica del fascismo.
- La Presidenza del Consiglio bandisce concorsi per la compilazione di cronache dell’azione fascista, sui temi e secondo le norme stabilite da una Commissione di dieci membri, nominati dai Presidenti delle due Camere, presieduta dal Ministro per la pubblica istruzione, allo scopo di far conoscere in forma obiettiva ai cittadini e particolarmente ai giovani delle scuole, per i quali dovranno compilarsi apposite pubblicazioni da adottare per l’insegnamento, l’attività antidemocratica del fascismo. La spesa per i premi dei concorsi, per la stampa e la diffusione è a carico dei capitoli degli stati di previsione della spesa per acquisto e stampa di pubblicazioni della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Pubblica istruzione.
10. Norme di coordinamento e finali.
- Le disposizioni della presente legge si applicano senza pregiudizio delle maggiori pene previste dal codice penale. Sono abrogate le disposizioni della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, concernenti la repressione dell’attività fascista, in quanto incompatibili con la presente legge. La presente legge e le norme della L. 3 dicembre 1947, n. 1546, non abrogate, cesseranno di aver vigore appena che saranno state rivedute le disposizioni relative alla stessa materia del Codice penale.
bravo primula rossa…
come diceva illo … “ci sono due concetti al mondo che possono dare un’idea dell’infinito : l’universo e la stupidità umana… e sulla stupidità umana c’è ancora qualche dubbio…”
eeeehhh…è proprio vero che la storia non ci insegna una beata fava! Però un minimo di buon senso, di esempio civico, di serietà (in genere…), coloro che sono deputati ad assolvere una funzione pubblica dovrebbero averlo… mah! invece ci troviamo ad avere a che fare con i soliti “sofisti modaioli” della politica e fenomeni da baraccone che illudono le masse semi-incoscenti, soddisfatte di vivere una assurda normalità.
Verrà il giorno che la giustizia equina si abbatterà su di loro!!!
E’ vero amico mio, non c’è limite alla stupidità umana, alla mancanza di buon senso, di sensibilità.
Se anche questo comportamento non rientrasse nel concetto di “apologia di reato”, ciò che davvero indigna è il “non rispetto” dimostrato nei confronti di coloro che sono morti ,ammazzati senza pietà per mano di alcuni che quel simbolo se lo portavano stampato in petto!
Non si tratta di retorica strumentale come qualcuno dirà; questa vicenda è un grave insulto a tutta la comunità civile!
Giovanatti, sui giornali di questa mattina invoca la “libertà d’espressione”!!! Vorrei dire al Vice Sindaco che non si tratta di un diritto “assoluto”! E che la Costituzione della Repubblica Italiana, rafforzata poi nei contenuti dalla Legge Scelba sopra citata, VIETA certe esternazioni!
Giovannetti sembra conoscere a fondo la storia del periodo fascista, forse farebbe bene a studiarsi anche la precedente e soprattutto la successiva! Magari così eviterebbe certe “cadute di stile”!
Vorrei fare una domanda al Vice Sindaco:
Tanto per sapere, “Secondo te, la XMAS riconosceva rispettava e tutelava il diritto alla “LIBERTA’ D’ESPRESSIONE” ?!!!????
Ti rendi poi conto, che se oggi ti puoi permettere seppur in una più che giustifica indignazione generale, di esprimere in totale libertà il tuo pensiero ,lo devi proprio a quelli che hanno combattuto contro questo tipo d’oppressione?
Allora ? Le parole hanno un significato preciso: non pronunciarle invano!
La modalità con cui Giovannetti risponde alle domande dei giornalisti e che stamani leggo sul “Tirreno” riescono a rappresentarlo bene in qualsiasi luogo, senza che nessuno debba organizzare un gemellaggio con qualche paesino della campagna tedesca o austriaca per ricordare certi personaggi. E quando dico Giovannetti, non mi riferisco certo al padre che a casa sua, potrà fare ciò che vuole come dice il nostro Vice sindaco, spero però che abbia capito ora che casa sua, caro Vice sindaco, è dentro e non fuori! Se vuole sbandierare simili bandiere se le attacchi al lampadario o magari ci si ricami una bella federa per il cuscino, ma se le metta in casa. Avete certo un problema a capire o conoscere le regole che ci siamo dati per vivere in questa società e di sicuro avete un problema a identificarvi in casa vostra, visto che la bandiera non era in casa di qualcuno! Come non è in casa neanche l’insegna ” Agraria Seardo” che è affissa li vicino, e per la quale sicuramente il Vice sindaco pagherà una tassa per l’esposizione visto che si trova lungo una via pubblica. Quella bandiera, caro Vice sindaco nonché assessore all’urbanistica, è posta su una facciata, quindi all’esterno della casa, quindi fuori da casa sua! Anche lei poi riduce tutto al fatto che qualcuno ce l’ha con lei, in questo caso Bonuccelli Marco, è lui questa volta il vendicatore di turno. Bene così, i vendicatori, come li chiamate voi stanno aumentando a vista d’occhio, a Pietrasanta siamo solo in 24mila, ancora un pò e ci siamo. Il pretesto per scrivere questo pensiero è il concetto della casa, più della bandiera. Lei Vice sindaco usa il comune come casa sua e questo è costume di molti di questa maggioranza, ecco perchè siete convinti che dentro casa vostra potete fare ciò che volete, senza neanche sapere cosa veramente dovete e potete fare per legge, ma questo non vi giustificherà di fronte alla giustizia, l’ignoranza non è tollerata dalla legge, questa frase dovrebbe appendere fuori dal suo negozio Vice sindaco, almeno ogni tanto se lo ricorderebbe.
Ormai siamo di fronte ad una amministrazione allo sbando: non riescono più ad imbroccarne una dritta. Non parlano più delle necessità della gente, dei problemi della città, di visione del futuro (o forse al momento riescono a pensare solamente ad un futuro molto prossimo?). E in questo blog chiunque non abbia vicinanza alle attività del palazzo comunale può trovare riscontro di quel che dico.
Oggi abbiamo amministratori in equilibrio su una corda per le varie vicende che tutti conosciamo e cosa fanno? Stanno forse fermi? Neppure per sogno…. Continuano a dondolarsi come pazzi, come a favorire la nascita in città di un forte sdegno che possa far crollare prematuramente e finalmente in modo definitivo il castello di carte che alcuni personaggi cercano di mantenere in piedi a tutti i costi.
Come a sperare che la gente di Pietrasanta si svegli da questa surreale situazione in cui ci siamo venuti a trovare con questa destra al governo cittadino.
E il fatto della bandiera della vergogna ci dice che questa destra è la peggiore che si possa avere di fronte e che Giovannetti non dovrebbe ricoprire il ruolo istituzionale che ricopre dal momento che non riesce a riconoscere la libertà di espressione con una grave offesa alla memoria di tutti quegli innocenti morti a S.Anna e di tutti i loro parenti che oggi vivono a Pietrasanta e in Versilia. La domanda purtroppo è retorica: Giovannetti conosce cos’era la X Mas?
Rinfresco la memoria. Da Wikipedia:
…alcuni ufficiali della Xª MAS, rimasti alla sede di La Spezia, con a capo Valerio Junio Borghese decisero di continuare la guerra al fianco del Terzo Reich. Borghese strinse perciò il 12 settembre con la marina da guerra germanica, la Kriegsmarine, una singolare alleanza che permetteva la continuazione dell’attività della Xª MAS con il Terzo Reich, conservando bandiera (a cui era stato tolto l’emblema dei Savoia) e divisa italiane, pur sotto il controllo operativo tedesco. L’esasperazione ideologica dello scontro tra nazifascisti e partigiani e l’impiego della Decima contro i partigiani e la popolazione accusata di ribellismo (nonché il fatto che si fossero arruolati nel corpo anche individui di assai dubbia moralità, che infierivano sulla popolazione civile) portò a soprusi, rastrellamenti, saccheggi, incendi, esecuzioni ed eccidi, per cui la Decima MAS si rese tristemente celebre nella memoria collettiva.
E’ di questa “benemerita” che è stato vergognosamente esposto il vessillo. Vergogna! Altro che diritto d’espressione.
D’ora in poi, consigliamo tutti coloro che malcapitatamente debbano difendersi di citare il vicesindaco Giovannetti e di dire quindi “Abito a Poveromo, di cosa dovrei essere responsabile?”.
Certo è una bella difesa, non c’è che dire, un omaggio alla dialettica politica che ha pochi eguali nel panorama oseremmo dire mondiale.
Ma Giovannetti fa il vicesindaco a Poveromo? Non ci risulta…
A noi ci viene inoltre da sottolineare il silenzio del sindaco. Dirà qualcosa? Si esprimerà, in qualità di GARANTE dell’ordine pubblico e di tutta la cittadinanza? Oppure anche lui è andato ad abitare al Poveromo?
Il mutismo del primo cittadino non meraviglia!
Cosa volete che dica ?
Non è il suo silenzio che m’indigna, ma quello dei cittadini che dovrebbero far sentire la loro voce in massa !!! Non capiscono che questi poteri sopiti, stanno rialzaldo la testa a causa della loro indifferenza!
Oggi è giorno di discussione ,ma domani? Cosa accadrà domani ?
In questa storia, non c’è posto per una “parte neutrale”: il “SILENZIO E’ ASSENSO” !
Questa non è una guerretta tra fazioni di quartiere, qui è in gioco l’esistenza stessa del”vivere civile”!
Qui si tenta di limitare e di impedire la legittima manifestazione d’opinione di singoli o di gruppi che non si trovano d’accordo con le politiche di palazzo, si opera una chiusura totale di fronte alle richieste dei cittadini, ma si tollerano o forse , si condividono, atti punibili penalmente !
Qui siamo allo sfascio totale!
Chi non parla, chi non interviene per paura di “sporcarsi le mani” si rende complice di questo disastro!
A TUTTI GLI AMICI DI APRIGLIOCCHI
Non vorremmo trovarci a operare delle censure ai commenti che non ci piacerebbe dover fare. Ma lo faremo, statene certi. Non possiamo permettere che questo blog, che ha finalità chiare di informazione e trasparenza, rischi di trasformarsi in un ring o peggio ancora in un luogo dove potersi permettere di lasciarsi andare a qualsiasi forma espressiva. Non vogliamo far scadere il livello di questo blog, né spostare l’attenzione da quelli che sono i veri problemi della nostra zona. Ripetiamo ancora una volta: nessun attacco personale gratuito, nessun commento che non sia strettamente inerente all’argomento o nei termini della buona educazione e del rispetto degli altri.
Scontro di idee, sì, scontri personali no. SIA CHIARO!
Aperti al dialogo, pronti al confronto, disponibili alla critica e ai suggerimenti, ma MAI nel segno della gratuità.
Non ce lo possiamo permettere. Non vogliamo nemmeno permetterlo. Ci sono talmente tanti spunti ‘polemici’ che si possono accogliere nell’alveo di una critica che non punti a delegittimare le persone, ma semmai a palesare le contraddizioni, a sottolineare le incongruenze o (dove esistano) le illegittimità e le ingiustizie di certe scelte, a cercare di capire le motivazioni che hanno portato a certe scelte; a analizzare, fornire strumenti perché ognuno possa farsi le proprie valutazioni e i propri commenti.
Cerchiamo di muoverci in questo alveo.