Dal momento che il Papa Benedetto XVI ha deciso il ritorno del latino nella messa, e poiché crediamo che per molti ci sia bisogno di una rispolverata, abbiamo pensato utile per tutti cominciare un piccolo esercizio ’scolastico’, la traduzione dal latino. D’altra parte, il senso del nostro blog è l’utilità… Eccovi perciò un breve brano da leggere e studiare. La traduzione letterale è riportata sotto.
Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? quam diu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia? Nihilne te nocturnum praesidium Palati, nihil urbis vigiliae, nihil timor populi, nihil concursus bonorum omnium, nihil hic munitissimus habendi senatus locus, nihil horum ora voltusque moverunt? Patere tua consilia non sentis, constrictam iam horum omnium scientia teneri coniurationem tuam non vides? Quid proxima, quid superiore nocte egeris, ubi fueris, quos convocaveris, quid consilii ceperis, quem nostrum ignorare arbitraris?
O tempora, o mores! Senatus haec intellegit. Consul videt; hic tamen vivit. Vivit? immo vero etiam in senatum venit, fit publici consilii particeps, notat et designat oculis ad caedem unum quemque nostrum. Nos autem fortes viri satis facere rei publicae videmur, si istius furorem ac tela vitemus.
Traduzione:
Fino a quando abuserai ancora della nostra pazienza, o Catilina? Per quanto tempo ancora codesto tuo furore ci befferà? A quale limite si spingerà la sfrenata tua audacia? Non ti dicono nulla il presidio notturno del Palatino, le scorte della città, il timore del popolo, il concorso di tutte le persone perbene, questa munitissima sede del Senato, le bocche ed i volti di questi? Non t’accorgi che i tuoi propositi sono noti, che la tua congiura viene pregiudicata dalla conoscenza che tutti questi ne hanno? Pensi forse che noi ignoriamo che cosa tu faccia nella prossima notte o in quella precedente, dove tu sia stato, chi tu abbia convocato, quali suggerimenti tu abbia raccolto?
O tempi, o costumi! Il Senato comprende tutto ciò. Il Console vede, e tuttavia costui vive. Vive? Anzi, è venuto anche in Senato, diventa partecipe delle pubbliche decisioni, nota e, con gli occhi, designa ciascuno di noi alla strage. Noi, uomini forti, riteniamo di aver fatto abbastanza per la salvezza della Repubblica, se eviteremo la furia e le armi di costui.
(Da Cicerone, Le catilinarie)






